Analisi inquinamento dell’aria e ipotesi risolutive. “Progetto Eco-Mushroom” Corso Giannone – Caserta

Nei mesi di novembre e dicembre 2015 a seguito dei consueti innalzamenti dei livelli di particolato, questo studio tecnico su iniziativa volontaria ha avviato uno studio sui dati ARPAC relativi a idrocarburi policiclici aromatici e particolato rilevati dalle stazioni di monitoraggio dislocate sul territorio del Comune di Caserta.

SINTESI DELLO STUDIO

Funzionamento Centralina Arpac1_001

 

Dall’analisi condotta grazie alla sinergia di tre professionisti, Giuseppe Florino, Mariagiovanna Florino e Carla Tecchia, con abilitazioni e specializzazioni in campo ingegneristico, ambientale e sanitario, si è potuto verificare, incrociando i dati dell’Agenzia Regionale Per La Protezione Ambientale Della Campania e dell’Osservatorio AriaSana, come l’innalzamento dei livelli degli idrocarburi policiclici aromatici e del particolato PM10 e PM2,5, sia sostanzialmente dovuto ad una serie di concause e non esclusivamente dovuto al traffico veicolare.

 

 

 

In generale come è noto, le principali fonti di PM10 sono:

  • Sorgenti legate all’attività dell’uomo: processi di combustione (traffico veicolare, impianti di riscaldamento, attività industriali, inceneritori e centrali termoelettriche), usura di pneumatici, freni ed asfalto.
  • Sorgenti naturali: l’erosione del suolo, gli incendi boschivi, le eruzioni vulcaniche.

Al termine della nostra analisi sono state riscontrate 3 sorgenti che causano l’innalzamento dei valori medi, provocando un numero di sforamenti tale da raggiungere e superare il valore prescritto dalla legge (d.lgs. 155/2010):

  • la presenza di cave, la direzione dei venti e la scarsità di piogge in alcuni mesi dell’anno (nei mesi autunnali dell’anno 2015 e fino alla fine del medesimo anno, è piovuto pochissimo), contribuiscono per circa 1/3;

 

zone inquinamento caserta

L’area evidenziata in ciano indica il comune di Caserta, dove sono dislocate le stazioni di monitoraggio e dove la presenza delle cave (giallo chiaro) e dello STIR di Santa Maria C.V. (giallo scuro), anche grazie all’azione dei venti e dei fenomeni atmosferici, contribuiscono come concause all’innalzamento dei valori medi di particolato.

  • gli impianti industriali di Napoli Nord, triangolazione San Vitaliano (rosso/nero), Pomigliano d’Arco, Acerra, Casoria (rosso) Marcianise, Pascarola (giallo), impianto STIR di Tufino (arancio), zona di San Felice a Cancello (arancio/arancio scuro), contribuiscono per 1/3;

zone inquinamento maggiore

 

  • il traffico veicolare, questo dato è parziale in quanto proveniente dalle sole zone in cui sono dislocate le stazioni di monitoraggio CE51 Istituto Manzoni, CE52 Scuola De Amicis, contribuisce mediamente per 1/3.

stazioni monitoraggio arpac

Inoltre sono stati analizzati i dati meteo prelevati dall’osservatorio meteo dell’Università Parthenope, liberamente consultabile, onde relazionare i livelli medi di PM10 e PM2,5 con lo storico delle previsioni meteorologiche riferite allo stesso periodo e stagione dell’anno precedente. In media l’andamento della curva è rimasto sostanzialmente invariato.

dati ottobredati novembre dati dicembre

L’inquinamento da particolato è divenuto oggi un problema da risolvere su scala mondiale, per rispondere a questo tipo di problematiche, molti ingegneri e aziende che operano in campo ambientale e urbanistico hanno investito in ricerca e sviluppo, onde sviluppare prodotti altamente tecnologici, modulabili, scalabili e dal design accattivante.

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Il designer indiano Tony Thomas Narikulaun ha ideato con il lampione stradale a celle fotovoltaiche ‘ECO Mushroom’, il concept di un apparecchio compatto che si definisce come un lampione ad energia solare a luce LED corredato di un sistema APS (Air Purification System), un innovativo impianto di lavaggio di CO2 per contribuire a rimuovere almeno in parte questo inquinamento.

 

 

 

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Quindi dopo l’accurata analisi dei livelli di particolato e idrocarburi nel territorio comunale valutato il numero delle stazioni di monitoraggio e la loro dislocazione, è stato ipotizzato l’impiego di questa tecnologia nelle arterie in cui le stazioni di monitoraggio sono posizionate.

Nell’immagine sottostante si può osservare l’installazione di mini ECO mushrooms in Corso Giannone – Caserta.

ecomushrooms studio c.so giannone

Il funzionamento è molto semplice: quattro prese aspirano tramite una ventola l’aria inquinata e la fanno transitare attraverso il sistema APS, collocato in posizione centrale all’interno della struttura del lampione. L’aria purificata viene poi rilasciata attraverso uno sfiato anulare nel canale dell’aria costruito intorno al palo della luce. Una rete di questi sistemi integrati nelle strade esistenti potrebbe contribuire a contenere l’inquinamento automobilistico efficace, consentendo ad un tempo di funzionare in una logica smart, nell’inviare informazioni ad un sistema di controllo e monitoraggio urbano sulle tendenze di inquinamento e le esigenze di manutenzione.

 

 

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